Lezione 17 - Il controllo degli
Lezione 17 - Il controllo degli organi di senso
Nella lezione 16 abbiamo visto il Pranayama. La pratica del Pranayama serve a
due scopi principali: prima di tutto purifica le nadi (canali attraverso cui
scorre l'energia, ndt); poi, aiuta a calmare la mente. In questo senso il
Pranayama è il metodo materiale per influenzare la mente. Quello che studiamo in
questa lezione è il passo seguente: Pratyahara, cioè il controllo degli organi
di senso, ritraendoli dalle esperienze sensoriali.
Infatti noi viviamo l'esperienza di questo mondo con l'aiuto dei cinque organi
di senso, cioè occhi, orecchie, naso, lingua ed epidermide. Questi organi di
senso fanno esperienza del mondo quando entrano in contatto con i suoi oggetti.
Normalmente abbiamo un controllo minimo sui cinque organi di senso. Per esempio,
quando mangiamo cioccolata ne sentiamo il gusto anche se non vogliamo. Non si
può impedire a lingua e palato di farne esperienza. La stessa cosa vale per gli
occhi. Quando vedi un oggetto i tuoi occhi sono obbligati a riportare le loro
impressioni al cervello. Persino quando li chiudi continuano a generare immagini
"interne" e continuano ad inviarle al cervello. In questo senso siamo "schiavi"
degli organi di senso.
Anche quando siamo consapevoli di essere schiavi dei cinque sensi spesso
lavoriamo duramente per esaudirne i desideri. Una volta l'uomo disponeva di cibo
solo in forme semplici: verdura, carne, granaglie, ecc. Oggi abbiamo a
disposizione una lista infinita di deliziose ricette per appagare il gusto.
Usiamo profumi affinché il naso sia stimolato positivamente. Un profumo non è
sufficiente, ne vogliamo dozzine. La stessa cosa si può dire dei colori e dei
tessuti. Quando questi cinque padroni sono appagati, generano felicità. Quando
uno solo di essi è insoddisfatto, sentiamo infelicità.
La pratica di Pratyahara ci insegna a superare i vincoli dei cinque organi di
senso, imparando a trattenerli dalle loro rispettive esperienze. Molti si
sorprendono quando dico che tutti noi abbiamo sperimentato Pratyahara durante la
nostra vita. Ecco alcuni esempi. Immagina di leggere un'avvincente romanzo di
Sherlock Holmes. Sei così preso dalla storia che non ti rendi conto che qualcuno
sta bussando alla porta. Solo dopo che il visitatore ha picchiato tre o quattro
volte "esci" dal romanzo. Quando sei assorbito dal racconto le tue orecchie
dimenticano il loro lavoro. Questo fenomeno è Pratyahara, anche se a livello
molto grossolano. Ecco un altro esempio per chiarire il concetto. Immagina di
guardare un interessante film in tv. Occhi e orecchie sono incollate allo
schermo. Tua madre chiama dalla cucina ma non senti la sua voce. Qualche tempo
dopo un tuo amico viene a trovarti. Non lo vedi finché non ti tocca la spalla.
Anche questo è Pratyahara.
In questi due esempi i tuoi organi di senso hanno rifiutato di fare il loro
lavoro perché eri assorbito in altre attività. Stavi nutrendo alcuni organi di
senso (gli occhi) e per tutto il tempo gli altri organi (le orecchie) erano come
morti. Il Pratyahara risultante era accidentale. Non hai mai deciso
deliberatamente che le tue orecchie avrebbero cessato di sentire altri suoni. Lo
Yoga invece ti insegna a praticare consapevolmente questo rientro dei sensi.
Come raggiungere lo stato di Partyahara consapevolmente? Ci sono molte
pratiche. Ne elenco alcune.
Trataka
In lezioni precedenti, relative agli Shatkarma, abbiamo parlato di Trataka.
Si tratta di una tecnica ottima per indurre Pratyahara. Man mano che la pratichi,
troverai che durante la pratica verrai sempre più assorbito nell'atto. Vedrai la
fiamma della candela e nient'altro. Non verrai influenzato da suoni esterni.
Persino se vieni punto da una zanzare non te ne accorgi.
Ajapa Japa
La seconda pratica per il Pratyahara è Ajapa Japa. Questa pratica consiste
nel concentrare la consapevolezza nel respiro. Viene chiamata anche Soham Japa.
È chiamata Ajapa (consapevolezza totale) perché la respirazione è qualcosa che
normalmente svolgiamo automaticamente. In Ajapa Japa respiriamo con attenzione
consapevole. La tecnica per praticare Ajapa Japa è questa:
- Siedi in una posizione meditativa con la colonna spinale eretta e la
testa diritta
- Chiudi gli occhi
- Proponiti di non permettere pensieri occasionali
- Gentilmente porta la tua attenzione al respiro
- Mentre IN-spiri senti il suono immaginario Sooooo...
- Mentre E-spiri senti il suono immaginario Haammmmm...
- Osservi la corrente d'aria che scorre sulle pareti interne delle narici
- Cerchi di sentirne l'odore (se c'è)
- Permetti al tuo respiro di diventare regolare
- Mentre inspiri l'addome viene avanti e mentre espiri l'addome si
appiattisce
Molti non ci credono ma dopo qualche tempo questa pratica dona una grande
gioia e calma. È come se gli organi di senso si fossero fermati. Durante le
prime fasi puoi usare un rosario (japa mala) per contare i respiri. Una volta
che la pratica è matura, non è più necessario. Ajapa Japa è una pratica completa
in sé. Questo è il motivo per cui i testi Tantrici vi attribuiscono tanta
importanza. Qui ho illustrato solo i dettagli rilevanti per Pratyahara.
Shambhavi Mudra
Shambhavi Mudra è una pratica avanzata. Qui descrivo una versione di base.
Chi soffre di problemi oculari dovrebbe consultare un medito o un insegnante di
Yoga molto esperto prima di praticare Shambhavi Mudra. La tecnica è questa:
- Siedi in una posizione meditativa con la spina dorsale e la testa
erette
- Per alcuni minuti pratica Ajapa Japa
- Apri lentamente gli occhi
- Gira gli occhi verso l'alto come se stessi guardando il centro
della fronte. NON FORZARE GLI OCCHI.
- Tenendo gli occhi aperti in questo modo, concentrati sul respiro
come in Ajapa Japa
- Mantieni la posizione per tutto il tempo in cui è confortevole
Nella pratica è possibile anche sostituire Ajapa Japa (la concentrazione sul
suono So Ham) con il canto di un Mantra (ad esempio Om). È importante tenere gli
occhi aperti e focalizzare l'attenzione su Ajapa Japa o su Mantra Japa (ripetizione
del Mantra). Se ti è difficile tenere gli occhi rovesciati verso l'alto con le
palpebre aperte, puoi tenerli con le palpebre semichiuse.
Una volta che gli organi di senso sono sotto controllo, scoprirai che il tuo
progresso spirituale è più veloce. Puoi svolgere pratiche più elevate con
maggiore facilità. Spesso le persone si lanciano su pratiche elevate e poi si
lamentano di non ottenere benefici. È importante non affrettarsi. Ognuno di noi
è differente in termini di costituzione corporea e karmica. Non ci può essere
una tabella di marcia rigida per lo sviluppo spirituale di ognuno di noi.
Continua a praticare con sincerità e un giorno il successo arriverà.
La pace sia con te.
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Posted On : 14 Feb 2010