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Lezione 11 - Le prescrizioni personali
Nella Lezione 10 abbiamo visto le prescrizioni sociali che uno Yogi deve
cercar di seguire. La disciplina sociale è solo una parte. L'altra è
l'auto-disciplina. Questa lezione ti presenta le cinque prescrizioni personali,
o Niyama.
I Niyama, o prescrizioni personali, sono cinque:
- Shaucha o pulizia
- Santosha o capacità di accontentarsi
- Tapas o austerità (letteralmente: "calore")
- Svadhyaya o studio di sé stessi
- Ishwarapranidhana o arrendersi al volere di Dio
La pulizia, Shaucha, è un attributo molto importante. Spesso la purezza viene
osservata solo nel corpo fisico. Ma altrettanto importante è la pulizia mentale.
Per l'elevazione spirituale corpo e mente devono essere entrambi puri. Le
impurità rallentano il progresso spirituale. La purezza del corpo implica
pulizia interna ed esterna. Lo Hatha Yoga include una serie di pratiche chiamate
Shatkarma ("sei azioni") che aiutano a rimuovere le impurità causate da Kapha,
Vata e Pitta. Vedremo i Shatkarma nelle lezioni che seguiranno. La pulizia
mentale richiede di rimuovere i pensieri Tamasici e Rajasici per coltivare
quelli Sattvici. Pratiche come Pranayama e Japa aiutano a pulire la mente.
Queste pratiche saranno spiegate in lezioni apposite.
Molti di noi sono sempre insoddisfatti della loro situazione. Questa
infelicità fa nascere il desiderio. Ma se desideri costantemente i piaceri
materiali, la tua mente non può essere stabile. Il progresso spirituale non può
essere raggiunto con una mente piena di desideri materiali. Occorre imparare ad
essere soddisfatti della propria condizione. Santosha è la capacità di
accontentarsi ci insegna ad accettare la vita come viene e concentrarsi sul
progresso spirituale.
Tapas è l'austerità, l'ardore nella pratica che brucia le impurità dalla
mente e dal corpo. Inoltre ti rende più forte. È importante ricordare che
austerità non significa torturare il corpo. Per esempio, osservare il digiuno
per un giorno può essere utile e di grande beneficio. Ma affamare il corpo con
frequenti digiuni può fare più danno che bene.
Lo Yoga è una scienza pratica. Se leggi migliaia di libri sullo Yoga ma non
pratichi, allora non serve. Ecco perché lo studio di sé stessi è importante.
Molti spesso interpretano Svadhyaya come studio delle scritture, mentre la
semplice lettura è insufficiente. Svadhyaya significa studiare e poi applicare
quello che hai imparato nella tua vita. La pratica sincera e instancabile è la
chiave per il successo.
Quando compiamo del lavoro ci aspettiamo dei risultati. In questo modo "io"
lavora e "io" si aspetta dei frutti. Questa è un'attitudine che si trova ovunque.
E che nutre l'ego. Una volta che "io" diventa forte allora tutte le attività
vengono svolte per far piacere all'"io". Ishwarapranidhana significa offrire a
Dio ogni cosa, tanto il piacevole quanto lo spiacevole. Tu lavori per Dio e i
frutti del tuo lavoro sono offerti a Dio. In questo modo tu diventi un Karma
Yogi libero dai legami del Karma.
Riassumendo, l'auto-disciplina ti permette di vivere una vita controllata. Ti
assicura che il tuo fuoco interiore non svanisca a causa dei desideri materiali.
Rende inoltre il tuo insieme mente-corpo più forte e salutare. Nella prossima
lezione vedremo gli Shatkarma Kryia dello Hatha Yoga e come ti aiutano a
prevenire le malattie e tenere il corpo puro.
La pace sia con te.
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